Azienda Condivisa
Partiamo dalla fine: quali sono i canali di comunicazione aziendale?
Solitamente l'azienda gestisce l'informazione secondo modalità gerarchiche (Top-Down), seguendo logiche discendenti e difficilmente inseribili in matrici comunicazionali complesse.
Spesso è impossibile distinguere la fase di input iniziale di un progetto: deriva da un piano marketing frutto di analisi che ha stimolato la direzione? La direzione ha chiesto lo sviluppo di un piano riservandosi la decisione? Ancora, forse nasce da esigenze di tagli sul budget oppure è frutto di innovazione progettuale?
Una mancata azione di marketing interno (non la classica buca dei suggerimenti) quante potenziali idee di successo sottrae al management?
Mettiamoci nei panni di un dipendente.
Conosco il mio "compitino", lo eseguo al meglio, risolvo i nuovi problemi, aspetto l'orario d'uscita e via, il "pacchetto novità" me lo porto a casa, fuori dal patrimonio aziendale.
Ho perso almeno il 50% del mio potenziale e costo il 50% di troppo all'azienda: sono sempre più un costo aziendale e sempre meno una risorsa.
Proviamo a cambiare facendo un passo in più? Da titolare del "Know how" a gestore del "Know why", anche perché il primo a beneficiarne è il mio percorso di crescita aziendale.
Ed ecco che torniamo alla prima domanda: da dove parto per cambiare?
Dalla base dati che ho messo a fondamento della mia conoscenza aziendale, la "cassetta degli attrezzi" che ogni giorno apro e che contiene le nozioni minime per sopravvivere in azienda, quale che sia il mio ruolo e la mia mansione.
Ok, abbiamo capito che qui non si butta via nulla, anzi, cerchiamo ci conoscere meglio quello che abbiamo e di renderlo disponibile.ma come?
Le strade da percorrere sono fondamentalmente due:
1)(ri)strutturare la gestione archivio/distribuzione della documentazione esistente in azienda (intranet)
2)sfruttare la rete aziendale (intranet) o il web (internet) per liberare la proattività (comunità di pratica) che sicuramente un buon numero di dipendenti possiede e che permetterebbe lo sviluppo di canali efficaci e, soprattutto, noti per diffondere cultura aziendale.
Queste due opportunità possono nascere e svilupparsi in tempi e con modalità differenti ma devono tendere ad un unico obiettivo: facilitare una migliore e razionale circolazione della conoscenza, offrire in modo chiaro e strutturato gli strumenti per accedere alla conoscenza da parte di tutte le funzioni aziendali, permettere la gestione dei "numeri" da parte della direzione, ossia quantificare il valore creato dagli strumenti messi a disposizione di tutta l'azienda, un ipotetico ROI della Comunità di pratica.
